IL CESE E LA BUSSOLA CULTURALE PER L’EUROPA

La bussola per la cultura è un documento strategico, pubblicato dalla Commissione Europea, che rappresenta il nuovo piano per la politica culturale dell’Unione Europea per il periodo 2028-2034. Si tratta di un quadro legislativo che guarda al futuro, concepito per plasmare la politica culturale della Ue e garantire che la cultura svolga un ruolo centrale nella promozione dell’identità europea, nella celebrazione della diversità e nel sostegno all’eccellenza. In tempi di incertezza e cambiamento, la cultura rafforza la nostra democrazia, la coesione sociale, la competitività e la resilienza. La bussola mira, dunque, a sfruttare i benefici della cultura, in particolare promuovendo i beni culturali europei ed affrontando le principali problematiche che ostacolano le industrie culturali e creative, come le restrizioni all’espressione artistica, la precarietà dei mezzi di sussistenza degli artisti, le disparità nelle opportunità di partecipazione culturale, ed il radicale impatto dell’intelligenza artificiale (IA) sui settori culturali. In tale contesto, le politiche della Ue si concentreranno su quattro ambiti principali: tutela dei valori e dei diritti culturali europei, sostegno agli artisti ed ai professionisti della cultura, rafforzamento della competitività e resilienza del settore, nonché promozione di relazioni culturali internazionali. Il CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo), nel corso della Sessione Plenaria di Aprile, ha adottato il Parere relativo, “Una bussola culturale per l’Europa” (SOC/853), con l’obiettivo di rendere la cultura non più un tema marginale, bensì un punto di partenza per le generazioni future. Il Comitato ha evidenziato come la cultura non sia solo conoscenza, ma anche terreno fertile per la partecipazione democratica, mediante il ruolo svolto oggi dalle biblioteche e dalle infrastrutture culturali esistenti; la bussola inoltre non deve restare uno strumento isolato, bensì lavorare in sinergia con quelli già esistenti, come lo Scudo europeo per la democrazia. Il Consigliere Ulgiati ha sottolineato altresì l’importanza di elaborare una Carta degli artisti della Ue, al fine di assicurare condizioni di lavoro eque nel settore delle industrie culturali e creative dell’Unione Europea. «Gli Stati membri – ha dichiarato Ulgiati – dovrebbero adottare opportuni provvedimenti per garantire che tutti i lavoratori abbiano accesso alla protezione sociale, in considerazione della prevalenza di lavoratori atipici ed autonomi nel settore culturale, delle esigenze di mobilità internazionale e del fatto che la maggioranza delle PMI è costituita da microimprese, cooperative o imprese dell’economia sociale».

UE: SIGLATO ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO CON IL MESSICO 

L’Unione Europea continua a stringere mani ed accordi nella sua strategia di diversificazione dei commerci, dell’approvvigionamento di materie prime, nonché di alleanze difensive. Dopo l’Accordo di libero scambio con l’Australia, circa due mesi fa, recentemente (il 22 Maggio u.s.) l’Unione Europea ha ufficialmente firmato con il Messico due intese destinate a rinnovare in modo profondo la partnership non solo economica, ma anche politica, tra le due sponde dell’Atlantico: l’Accordo globale modernizzato (Modernised Global Agreement, MGA) e l’Accordo commerciale ad interim (interim Trade Agreement, iTA). I due Trattati rilanciano una collaborazione storica, nata nel Duemila, ma destinata lentamente a svuotarsi di valore in un mondo globale cambiato profondamente ed in maniera molto repentina. L’accordo del 2000, infatti, pur straordinariamente efficace nel quadruplicare gli scambi, iniziava a vacillare sotto il peso di tutto ciò che non riusciva a coprire, fermo come era ad un’epoca in cui la digitalizzazione – della società e dell’economia – era ancora un concetto inesplorato: materie prime critiche, e-commerce, appalti pubblici, ma anche la supply chain della transizione verde. L’intesa fra le parti ha dunque risposto ad un’attesa lunga ventisei anni e carica di aspettative. Sul fronte delle tariffe doganali, la firma consentirà al Messico di eliminare quasi tutti i dazi sull’agroalimentare europeo – con pasta, formaggi, uova, carni suine e pollame finora colpiti da aliquote fino al 100% – e di aprire un mercato da 132 milioni di consumatori. In conclusione, l’accordo Ue-Messico assume, oltre all’aspetto commerciale, anche un forte connotato geopolitico, nel pieno di una stagione protezionistica molto accentuata, targata Donald Trump.

EN

THE EESC AND THE CULTURAL COMPASS FOR EUROPE

The Cultural Compass is a strategic document, published by the European Commission, which sets out the European Union’s new cultural policy plan for the period 2028–2034. It is a forward-looking legislative framework designed to shape the EU’s cultural policy and ensure that culture plays a central role in promoting European identity, celebrating diversity and supporting excellence. In times of uncertainty and change, culture strengthens our democracy, social cohesion, competitiveness and resilience. The Compass therefore aims to harness the benefits of culture, in particular by promoting European cultural heritage and addressing the main challenges facing the cultural and creative industries, such as restrictions on artistic expression, the precarious livelihoods of artists, inequalities in opportunities for cultural participation, and the profound impact of artificial intelligence (AI) on cultural sectors. In this context, EU policies will focus on four main areas: safeguarding European cultural values and rights, supporting artists and cultural professionals, strengthening the sector’s competitiveness and resilience, and promoting international cultural relations. During its April Plenary Session, the EESC (European Economic and Social Committee) adopted the Opinion entitled “A Cultural Compass for Europe” (SOC/853), with the aim of ensuring that culture is no longer a marginal issue, but rather a starting point for future generations. The Committee highlighted that culture is not merely knowledge, but also fertile ground for democratic participation, through the role played today by libraries and existing cultural infrastructure; furthermore, the compass must not remain an isolated tool, but must work in synergy with existing ones, such as the European Shield for Democracy. Councillor Ulgiati also stressed the importance of drawing up a Charter for EU Artists, in order to ensure fair working conditions in the cultural and creative industries sector of the European Union. «Member States – said Ulgiati – should take appropriate measures to ensure that all workers have access to social protection, given the prevalence of atypical and self-employed workers in the cultural sector, the need for international mobility, and the fact that the majority of SMEs are micro-enterprises, cooperatives or social economy enterprises».

EU: FREE TRADE AGREEMENT SIGNED WITH MEXICO 

The European Union continues to forge partnerships and agreements as part of its strategy to diversify trade, secure supplies of raw materials and build defensive alliances. Following the Free Trade Agreement with Australia some two months ago, the European Union recently (on the 22nd of May) officially signed two Agreements with Mexico aimed at profoundly renewing the partnership – not only economic but also political – between the two sides of the Atlantic: the Modernised Global Agreement (MGA) and the Interim Trade Agreement (iTA). The two Treaties revive a historic collaboration, established in 2000, but one that was slowly losing its value in a global world that had changed profoundly and very suddenly. The 2000 Agreement, in fact, whilst extraordinarily effective in quadrupling trade, was beginning to falter under the weight of everything it failed to cover, stuck as it was in an era when the digitalisation of society and the economy was still an unexplored concept: critical raw materials, e-commerce, public procurement, but also the supply chain for the green transition. The Agreement between the parties has therefore responded to a 26-year wait, laden with expectations. As regards customs tariffs, the Agreement will enable Mexico to eliminate almost all duties on European agri-food products – with pasta, cheese, eggs, pork and poultry previously subject to rates of up to 100% – and to open up a market of 132 million consumers. In conclusion, the EU-Mexico Agreement takes on, in addition to its commercial aspect, a strong geopolitical dimension, in the midst of a very pronounced protectionist era, spearheaded by Donald Trump.

UGL NEWS dall'EUROPA n. 175 del 26 Maggio 2026
EN - UGL NEWS from EUROPE n. 175 - 26th of May 2026

 

 

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