«L’annuncio dell’accordo tra Stati Uniti e Iran e la prospettiva della riapertura dello Stretto di Hormuz, rappresentano un segnale incoraggiante per la stabilità internazionale e per l’economia globale. Si tratta di sviluppi che stanno già contribuendo ad allentare le tensioni sui mercati energetici, come dimostra il calo registrato dal prezzo del petrolio negli ultimi giorni». Così Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl.
«La diminuzione delle quotazioni del greggio e la prospettiva di una piena normalizzazione delle forniture energetiche possono avere ricadute positive per famiglie e imprese, favorendo una riduzione dei costi legati all’energia e ai trasporti e alleggerendo la pressione inflazionistica». «Ogni segnale di rafforzamento della stabilità economica va accolto con favore, poiché implica un incremento del potere d’acquisto dei salari. Ci auguriamo che il percorso di dialogo e cooperazione internazionale possa consolidarsi ulteriormente, contribuendo a garantire sicurezza, crescita e occupazione. La stabilità dei mercati energetici rappresenta infatti un elemento strategico per sostenere la competitività del sistema produttivo e migliorare le condizioni economiche dei lavoratori e delle loro famiglie», conclude Capone.

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