«I segnali che arrivano dal sistema produttivo italiano sono incoraggianti e confermano la necessità di proseguire con determinazione sulla strada dello sviluppo tecnologico e dell’innovazione. I dati positivi sugli investimenti produttivi sostenuti dagli incentivi previsti dal programma Transizione 5.0 rappresentano un elemento importante per accompagnare le imprese nei processi di automazione e digitalizzazione». Lo ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, in merito alla crescita degli investimenti industriali legati al programma Transizione 5.0 e ai dati sulle consegne globali di Stellantis nel secondo trimestre del 2026. «In questo quadro, anche la crescita delle consegne di Stellantis nel secondo trimestre del 2026 costituisce un segnale significativo per l’intero comparto automotive, una filiera strategica per l’occupazione e per il sistema industriale nazionale. È fondamentale che questa dinamica positiva si traduca in maggiori investimenti e produzione negli stabilimenti italiani, tutelando l’occupazione e creando nuovo lavoro di qualità. La capacità delle imprese di competere sui mercati internazionali rappresenta senza dubbio un punto di forza fondamentale per il sistema Paese. In tal senso l’estensione del modello delle Zone Economiche Speciali può contribuire a creare un contesto più favorevole alla crescita».
Per Capone è «positiva anche l’attenzione del Governo verso strumenti capaci di accelerare autorizzazioni e investimenti anche in altre aree del Paese. Resta centrale, tuttavia, il tema delle politiche attive. Occorre rafforzare la formazione tecnica e scientifica, con particolare attenzione alle lauree triennali e alle discipline STEM, per rispondere alla domanda di nuove competenze da parte delle imprese. Al contempo, non vanno sottovalutati i rischi legati agli elevati costi dell’energia e alle crescenti tensioni internazionali che incidono direttamente su lavoratori e imprese. Per questo è necessario puntare sulla competitività e sulla sovranità economica, rafforzando politiche industriali e commerciali più selettive, capaci di proteggere le filiere strategiche, sostenere la produzione interna e ridurre le dipendenze nei settori essenziali». La sfida, conclude Capone, «è costruire una crescita solida, fondata su innovazione, buona occupazione e difesa dell’interesse nazionale».
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