«Accogliamo con favore il via libera della Commissione europea alla modifica del regime italiano di compensazione dei costi indiretti dell’ETS a favore delle imprese energivore. L’estensione della platea dei settori beneficiari, l’innalzamento dell’intensità massima dell’aiuto dal 75% all’80% e l’aumento delle risorse da 1,5 a 3,6 miliardi rappresentano un risultato importante per la competitività del nostro sistema produttivo e confermano il lavoro svolto dal Governo italiano nel riportare all’attenzione dell’Europa le esigenze dell’industria e dell’occupazione». Così Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl. «Per troppo tempo le politiche UE sono state condizionate da un approccio ideologico alla transizione green, che ha finito per scaricare sulle imprese e sui lavoratori costi sempre più elevati, indebolendo il sistema produttivo europeo e favorendo, al tempo stesso, Paesi come la Cina, che continuano a competere attraverso pratiche di dumping industriale e ambientale», aggiunge.
«Oggi emerge finalmente una maggiore consapevolezza della necessità di coniugare sostenibilità, crescita economica e tutela del lavoro, superando contrapposizioni che hanno prodotto effetti negativi sulla competitività e sull’occupazione. Occorre proseguire con determinazione lungo questa strada consentendo la flessibilità necessaria per investire in politiche industriali di medio e lungo periodo a sostegno dei comparti energivori, a partire dal manifatturiero, che rappresenta un asset strategico per il sistema Paese. Accogliamo inoltre con favore le dichiarazioni del Commissario europeo per l’Energia, Dan Jorgensen, sul possibile incremento della capacità nucleare nell’Unione europea. L’Ugl è favorevole al nucleare di nuova generazione, una scelta strategica indispensabile volta a garantire sicurezza degli approvvigionamenti, ridurre il costo dell’energia per famiglie e imprese e accompagnare la transizione energetica senza compromettere lo sviluppo industriale e l’occupazione», conclude Capone.
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