«Guardiamo con forte preoccupazione al riaccendersi del conflitto tra Stati Uniti e Iran e all’escalation in Medio Oriente, che rischia di aggravare ulteriormente le tensioni sui mercati energetici. L’impennata dei future del gas europeo, tornati sopra i 70 euro al megawattora, rappresenta un campanello d’allarme per l’economia e per milioni di famiglie e lavoratori. Un ulteriore aumento dei costi dell’energia e dei carburanti potrebbe infatti alimentare una nuova fiammata inflazionistica, erodendo il potere d’acquisto dei salari e rendendo ancora più difficile la situazione economica delle famiglie. È fondamentale lavorare con determinazione per favorire una soluzione diplomatica al conflitto e scongiurare un’ulteriore escalation. Allo stesso tempo, occorre garantire quanto prima la ripresa dei flussi energetici e la sicurezza della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per gli approvvigionamenti internazionali. Sul fronte interno, è necessario continuare ad adottare tutti gli strumenti utili a calmierare le tensioni sui mercati e proteggere il potere d’acquisto. Non possiamo permettere che una crisi geopolitica di questa portata si trasformi in una nuova emergenza sociale ed economica; è necessario rafforzare una strategia europea comune e realizzare interventi tempestivi per sostenere famiglie e imprese, salvaguardare la competitività del sistema produttivo e impedire che l’aumento dei costi energetici finisca per essere scaricato sui redditi da lavoro».
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