“Gli effetti speciali non funzionano più: l’Italia, inchiodata non a caso ai livelli di crescita del 2000, ha bisogno di riforme vere, non di una politica che procede a colpi di bonus, sconti, rottamazioni e all’insegna dello slogan ‘pochi, maledetti e subito’”.
Lo sostiene il segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, in merito all’annuncio del governo di voler procedere ad una rottamazione del mezzo milione e più di liti fiscali pendenti.
“Certo – sottolinea Capone – il numero di processi pendenti è abnorme, ma la questione si intreccia ai tanti mali endemici del Paese: la lentezza della giustizia, la necessità di dotare la PA di mezzi e di uomini – mentre ancora nemmeno si intravede all’orizzonte il rinnovo del contratto di lavoro – la necessità di una vera riforma fiscale che sia accompagnata anche da una rivoluzione culturale alla luce dell’ingente evasione”.
“Un governo a caccia di risorse – conclude Capone – può certamente decidere di monetizzare subito, risolvendo allo stesso tempo, i carichi pendenti ma bisogna procedere con senso di equità, nel rispetto di chi le tasse le paga al momento giusto, e incardinare il provvedimento sulle liti fiscali pendenti all’interno di un disegno strategico di più ampio respiro nel solco della modernizzazione e dello sviluppo del Paese”.

 

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