«È grave e inaccettabile che, in occasione del settantesimo anniversario, l’8 agosto, della tragedia mineraria di Marcinelle dove morirono 262 minatori di cui 136 Italiani, all’Ugl sia stata negata la possibilità di apporre una targa commemorativa sul Muro del Ricordo della miniera di Bois du Cazier. Un diniego che non riguarda una semplice questione organizzativa, ma colpisce il principio stesso della memoria condivisa. Marcinelle non appartiene a una parte politica, a una sigla o a un fronte sindacale: appartiene alla storia del lavoro, al sacrificio degli italiani emigrati, al dolore delle famiglie e alla coscienza civile dell’Europa». Così Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl. «La risposta ufficiale dell’Asbl ‘Le Bois du Cazier’, ente gestore del sito, è particolarmente allarmante. Nella comunicazione inviata al nostro incaricato viene infatti affermato che il rifiuto sarebbe stato deciso in ragione della presunta ‘tendenza di estrema destra’ attribuita alla nostra organizzazione. Siamo davanti a un cortocircuito democratico: si pretende di difendere i valori della memoria e del pluralismo negando, proprio in quel luogo, la libertà di espressione e lo stesso pluralismo», aggiunge.
«Ancora più grave è che tutto ciò avvenga in un sito sostenuto anche da risorse pubbliche, comunali, regionali ed europee. Chi gestisce un luogo della memoria con fondi della collettività non può trasformarlo in uno spazio selettivo, dove il diritto al ricordo viene subordinato a un giudizio ideologico. La tragedia di Marcinelle non può essere sottoposta a un “passaporto politico” e non si può decidere chi abbia titolo a commemorare i minatori caduti sulla base della collocazione, vera o presunta, di chi rende omaggio alle vittime. Per questa ragione l’Ugl ritiene il rifiuto ricevuto un atto discriminatorio, lesivo della dignità della nostra organizzazione e, soprattutto, offensivo verso la memoria stessa dei lavoratori italiani morti l’8 agosto 1956. Non accetteremo che un patrimonio collettivo venga ridotto a terreno di esclusione ideologica. La memoria di Marcinelle deve restare di tutti, non diventare proprietà privata di qualcuno. Il caso è già stato portato all’attenzione delle istituzioni competenti, italiane ed europee. L’Ugl chiede che venga ristabilito un principio semplice ma fondamentale: davanti al sacrificio dei lavoratori non esistono steccati politici ma solo il dovere del rispetto», conclude Capone.
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