«La Pubblica amministrazione è centrale per il sistema Paese ed è per questo che, senza un articolato piano industriale di rilancio, anche sotto il profilo occupazionale, della Pubblica amministrazione difficilmente l’Italia riuscirà ad andare oltre una crescita di pochi decimali di prodotto interno lordo». Così si legge nel documento presentato dalla Ugl in occasione della audizione sul disegno di legge 1122, in materia di miglioramento della Pubblica amministrazione, presentato da Fiovo Bitti, dirigente confederale, e da Michela Toussan, segretario nazionale Ugl delle Autonomie.

«La legge di bilancio, in questo senso, invia dei segnali interessanti circa la volontà di cambiare strada, lasciando finalmente da parte la via perseguita soprattutto a partire dal dicembre del 2011, quando si è smesso di rinnovare con regolarità i contratti collettivi di lavoro e si è posto un pesante blocco alle assunzioni.La legge di bilancio stanzia le risorse per il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro e prevede un importante pacchetto di assunzioni aggiuntive che si sommano alle altre ordinarie, in seguito all’uscita di personale per effetto del pensionamento con Quota 100».

Rispetto al disegno di legge 1122, che contiene a sua volta elementi interessanti, ad iniziare dalla valorizzazione del senso di appartenenza del dipendente pubblico, con la previsione di un coinvolgimento e di un giuramento iniziale, sarebbe utile inserire «in maniera esplicita il confronto preventivo con le organizzazioni sindacali in un’ottica di partecipazione alla definizione delle regole generali di funzionamento della macchina pubblica, mentre il criterio generale dell’accesso al pubblico impiego attraverso concorso è assolutamente condivisibile, anche se è da mantenere il principio in base al quale, prima di effettuare una nuova procedura di assunzione, l’amministrazione è tenuta a verificare la presenza di personale in sovrannumero in altre amministrazioni».

«Relativamente alla valorizzazione dell’impegno e della produttività del singolo e dell’amministrazione – si legge ancora – si esprime una condivisione rispetto all’obiettivo e si apprezza il superamento di una certa visione tendente ad assegnare un punteggio aprioristico al lavoro svolto. Il dipendente deve essere messo in condizione di poter operare bene, avendo a disposizione tutti gli strumenti necessari, e deve essere, per questo, premiato anche sotto il profilo economico, cosa ad oggi non possibile, visto le differenze esistenti con il lavoro privato». «La Pubblica amministrazione cresce se, accanto alla valorizzazione del personale dipendente, la dirigenza recupera quella autorevolezza che nel tempo si è spesso persa. È quindi importante uscire da una mera logica di controllo, per approdare ad una logica partecipativa. In questo senso, è utile una riflessione circa l’ipotesi di introdurre una definizione compiuta di vice dirigenza». Infine, l’Ugl ha chiesto di assicurare il collocamento di tutto il personale pubblico in sovrannumero, la valorizzazione della rappresentanza sindacale unitaria e la revisione dei comparti del pubblico impiego, così da recuperare le specificità delle diverse Amministrazioni.

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