«Le dichiarazioni del segretario generale della Uil in merito al contratto dei rider sottoscritto da Ugl Rider e Assodelivery non solo sono infondate, ma rischiano di alimentare una narrazione ideologica lontana dalla realtà dei fatti. Il contratto Ugl Rider non è un ‘contratto pirata’ ma un contratto firmato dall’organizzazione sindacale largamente più rappresentativa del settore. Nel perimetro Assodelivery operano circa 40.000 rider e la UGL rappresenta il 13% dei lavoratori complessivi e oltre il 90% dei rider sindacalizzati. Numeri oggettivi, non opinioni».
Così Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, in merito al dibattito relativo alle tutele dei rider. “Parliamo di un contratto innovativo, costruito per lavoratori autonomi che hanno scelto consapevolmente questa modalità. Un contratto che prevede: 10 euro per ora lavorata, maggiorazioni del 10% cumulabili per lavoro notturno, festivo e in condizioni climatiche avverse, obbligo di formazione, fornitura di abbigliamento tecnico e riconoscimento dell’infortunio professionale”, aggiunge.
«In tutto il periodo di applicazione non è mai pervenuta alla nostra organizzazione alcuna segnalazione di compensi ridotti o non corrisposti. Al contrario, abbiamo denunciato con fermezza fenomeni di vero sfruttamento legati al subappalto degli account, una forma di caporalato digitale che nulla ha a che vedere con il contratto e che può essere contrastata con strumenti di riconoscimento biometrico. La verità – prosegue Capone – è semplice: il contratto Ugl Rider ha dato regole, tutele e trasparenza a un settore che prima ne era privo. Ha riconosciuto dignità a lavoratori che rivendicano autonomia nella gestione dei tempi e delle modalità di lavoro. Siamo sempre disponibili a discutere seriamente di rappresentatività. Ma la rappresentatività si misura nei luoghi di lavoro, tra i lavoratori, non nelle dichiarazioni da convegno. Se qualcuno propone un election day’, noi non abbiamo alcun timore: siamo certi che i rider saprebbero scegliere chi li ha ascoltati davvero e chi, invece, li ha osservati da lontano con categorie ideologiche. Il lavoro – conclude Capone – deve essere dignitoso, certo. Ma deve anche essere coerente con la realtà delle persone. E la realtà dei rider racconta una storia diversa da quella evocata polemicamente. Ugl continuerà a difendere un modello contrattuale che coniuga autonomia, tutele e legalità. I fatti, non gli slogan, dimostrano chi tutela davvero questi lavoratori».
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