«Condividiamo l’impostazione espressa dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo: l’Europa deve tornare a mettere al centro la competitività industriale, la sicurezza energetica e la tutela degli interessi nazionali. In una fase caratterizzata da forti tensioni geopolitiche e da costi energetici che pesano su famiglie e imprese, è necessario superare rigidità burocratiche e approcci ideologici, puntando su politiche pragmatiche capaci di sostenere la crescita e l’occupazione. È particolarmente importante il richiamo al tema del caro energia, una delle principali criticità per la tenuta del nostro sistema produttivo».
Lo ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, in merito alle comunicazioni del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Senato in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. «Come ha sottolineato il Presidente Meloni, nessun Paese può affrontare efficacemente da solo questa sfida: serve una risposta europea coordinata e rapida, che consenta di ridurre il peso delle bollette e di garantire condizioni favorevoli alle imprese. In questo quadro, riteniamo significativo l’impegno del Governo a destinare circa 14 miliardi di euro al contrasto dei rincari e al sostegno delle famiglie vulnerabili e delle imprese energivore – ha aggiunto -. Occorre inoltre intervenire sulle cause strutturali, rafforzando la sicurezza degli approvvigionamenti, diversificando le fonti energetiche e garantendo la libertà di navigazione nelle rotte commerciali strategiche».
«La transizione energetica deve procedere di pari passo con la salvaguardia del tessuto industriale: la decarbonizzazione non può tradursi in una perdita di capacità produttiva, investimenti e posti di lavoro. Condividiamo anche la necessità di un’Europa più attenta alle esigenze dei territori, dell’agricoltura e delle filiere produttive, con risorse adeguate per la Politica agricola comune e le politiche di coesione – ha sottolineato Capone -. Allo stesso tempo, è fondamentale che le decisioni assunte dai governi siano attuate concretamente, senza che procedure burocratiche ne compromettano gli obiettivi. Un’Europa forte ha bisogno di Stati capaci di difendere le proprie imprese, valorizzare il lavoro e tutelare il potere d’acquisto dei cittadini. L’Italia deve continuare a far sentire la propria voce a Bruxelles, promuovendo un modello di sviluppo che coniughi competitività, sicurezza e coesione sociale. In questa prospettiva, riteniamo che la linea indicata dal Governo rappresenti un contributo importante al confronto europeo sulle priorità economiche e industriali del nostro continente».
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