Pensioni, Capone: “No a promesse elettorali a costo zero”

Pensioni, Capone: “No a promesse elettorali a costo zero”

“I pensionati di oggi e di domani non hanno tempo da perdere, tra sei mesi non sappiamo neanche quale sarà il governo, mentre oggi abbiamo già la certezza che sei milioni di persone hanno assegni al di sotto dei mille euro”. Lo dichiara il segretario generale dell’Ugl Paolo Capone in merito ai dati pubblicati oggi dall’Inps e ai sei mesi di tempo in più che il governo, su pressioni del segretario del Pd Matteo Renzi, sarebbe deciso a prendersi per non far scattare al 31 dicembre 2017 l’adeguamento automatico alle aspettative di vita, in crescita, e quindi l’allungamento dell’età pensionabile.

“Renzi eviti i predicozzi: il suo Jobs Act ha già cancellato il posto fisso“

Secca la riposta del segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, alle parole odierne del Segretario del Pd, Matteo Renzi, in merito al ‘posto fisso’ e alla necessità che in Italia si ‘cambi mentalità’. “Renzi eviti i predicozzi: il suo Jobs Act ha già cancellato il posto fisso”, afferma il leader dell’Ugl. Che rincara la dose “l’unica certezza prodotta dal Jobs Act è il deterioramento strutturale del mercato del lavoro, il cui prezzo è interamente pagato dai lavoratori e in particolare dai giovani”.

Manovra, “dannosa per il Paese e per i lavoratori”

Manovra, “dannosa per il Paese e per i lavoratori”

Ieri il Governo Gentiloni ha dato il via libera ad una manovra complessiva di 20 miliardi. Per il Segretario Generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, è “dannosa per il Paese e per i lavoratori: su 20 miliardi di euro ben 15,7 sono destinati alla sterilizzazione dell’Iva e solo ciò che resta, meno di 5 miliardi di euro, alla crescita. Una legge di bilancio fatta solo di briciole, dal sapore meramente elettorale”.

Capone: “Su Ilva d’accordo con il ministro Calenda”

Capone: “Su Ilva d’accordo con il ministro Calenda”

Il commento del segretario generale Ugl Paolo Capone in merito alla scelta del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, di annullare il tavolo Ilva in programma per oggi, mentre assemblee e uno sciopero di 24 ore ha unito gli stabilimenti d’Italia. “Il mancato rispetto degli accordi ha fatto sì che la trattativa, giustamente, saltasse. Un tavolo che non aveva motivo di esistere, viste le condizioni di sfruttamento inaccettabili di Am Investco”